IISS Alessandro Volta

Vademecum DSA

di Redazione

Vademecum DSA

Vademecum DSA

 

Vademecum sui
DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: Disturbi Specifici dell’Apprendimento
(dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia)

 

 

 

                                        Sommario

  1. DSA:  DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO  
  2. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: COSA SONO?  
  3. ANALISI DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO  
  4. DISTURBI DELLA SCRITTURA   
  5. CHI DEVE FARE COSA? 
  6. STRATEGIE DIDATTICHE   
  7. STRUMENTI COMPENSATIVI E DISPENSATIVI 
  8. INFORMATICA E DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO 
  9. VERIFICHE E VALUTAZIONI 
  10. ESAMI DI STATO DEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE SECONDARIA   
  11. PDP: PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO.

 

 

 

 

DSA:  Disturbi Specifici dell’Apprendimento

 

DSA: COSA SONO?

Con il termine Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) si descrive una difficoltà nell’acquisire e padroneggiare con facilità uno o più processi relativi alla lettura, alla scrittura e/o al calcolo.

I Disturbi Specifici Di Apprendimento sono: dislessia, discalculia e disturbo della scrittura che si distingue in disortografia e disgrafia.

I Disturbi Specifici Di Apprendimento sono riscontrabili in ragazzi con un quoziente intellettivo nella norma e, pertanto, non rientrano nel quadro di handicap della L. 104/92. Vengono classificati dall’O.M.S. con l’identificativo ICD-10. Questi disturbi riguardano uno specifico dominio di abilità circoscritte lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Negli alunni con Disturbi Specifici Di Apprendimento infatti non sono presenti deficit sensoriali, né danni neurologici, né disturbi relazionali primari.

Essi dipendono da una scarsa automatizzazione delle attività di base e spesso coesistenti.

Possono  causare: un livello minore di successi in confronto a quanto ci potremmo aspettare, senso di fallimento, senso di disimpegno, disattenzione e scarsa collaborazione, sfiducia nelle proprie capacità, bassa autostima e/o demoralizzazione.

Il non riconoscimento dei Disturbi Specifici Di Apprendimento può determinare, nel tempo, degli effetti che vanno oltre la compromissione nei processi di automatizzazione delle abilità di base interessate trasformandosi in lacune in alcune discipline o in certi ambiti. Home

 

ANALISI DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

DISLESSIA

Difficoltà a leggere in modo corretto e fluente. Le caratteristiche possono variare in relazione ai cambiamenti legati alla crescita del bambino ed è di natura genetica e congenita.

Si divide in due fasi:

la prima si manifesta nei primi anni scolastici e i segni sono: affaticamento, scorrettezza durante la lettura,  tempi più lunghi, difficoltà di comprensione, scarsa voglia di leggere;

la seconda fase si manifesta nell’età giovanile e i segni sono: necessità di dedicare più attenzione del normale alla decodifica corretta di parole più complesse e/o nuove; necessità di più tempo per rileggere consegne scritte e testi; salta il rigo e non rispetta la punteggiatura; ha difficoltà a comprendere i testi e a are un lavoro sui testi scritti; non si impegna in quei compiti che richiedono qualsiasi tipo di compito che implica la lettura (lettura di testi in classe, lezione con passaggi scritti, copiatura dal libro o dalla lavagna, leggere le consegne degli esercizi, verificare di aver scritto bene, ecc.); alternanza nella riuscita dei compiti.

Si noti che a leggersi non sono solo le parole ma anche numeri, segni, parole e frasi in lingua straniera per i quali le difficoltà permangono identiche.

CARATTERISTICHE DELLA SINDROME DISLESSICA

A quanto detto si aggiungono:

difficoltà nella grammatica, nella punteggiatura o nella calligrafia; difficoltà nell’esposizione orale e scritta; confusione tra destra e sinistra, date e orari, con le indicazioni che necessitano di essere ricordate; difficoltà di ricordare sequenze temporali, spaziali e matematiche; difficoltà nell’apprendimento della lingua straniera per la scarsa discriminazione uditiva e del ritmo del discorso, scarsa capacità di percepire e mantenere correttamente sequenze di tipo uditivo senza inversioni, limitazioni a livello della memoria verbale di lavoro, la poca sensibilità per la dimensione grammaticale, la tendenza alla confusione in campo sintattico; difficoltà nel ordinamento alfabetico e nell’utilizzo rapido del dizionario; preferenza di una didattica che sappia contestualizzare in un quadro di interesse personale ed esplicitare

il significato di tutte le proposte didattiche tramite stimoli visivi e mappe concettuali.

Si nota anche difficoltà nella memorizzazione e ciò comporta difficoltà a studiare e a dimostrare tutte le potenzialità intellettive nelle verifiche che suppongono l’utilizzo di termini appropriati o definizioni; tempi più lunghi per memorizzare o recuperare dalla memoria i dati; esitamento nello svolgere compiti che richiedono la memorizzazione.

DISCALCULIA

La discalculia si lega alla dislessia. Essa consiste nelle difficoltà a scrivere o leggere correttamente i numeri, enumerare all’indietro, accedere ai risultati delle tabelline e di altre somme o sottrazioni semplici.

Segni di discalculia sono: difficoltà ad accedere al significato (quantitativo) dei numeri e comprenderne le relazioni; enumerare in avanti o all’indietro; scrivere e leggere i numeri; calcolare a mente o scritto.

L’alunno affetto da discalculia generalmente svolge i compiti di matematica in modo più scorretto; si affatica di più quando affronta compiti che comportano aspetti matematici; ci mette più tempo a svolgere compiti di matematica; prova meno piacere e sviluppa scarso desiderio (se non vero e proprio rifiuto ed evitamento) di svolgere compiti di matematica o di impegnarsi in compiti che la richiedono; a volte scrive e svolge compiti di matematica in modo migliore, altre volte li svolge in modo peggiore.   Home

 

DISTURBI DELLA SCRITTURA

DISGRAFIA

L’alunno affetto da disgrafia presenta un tratto calligrafico poco fluido, scrive con poca facilità e la grafia non appare chiara, né leggibile né ordinata.  

I segni sono: una scrittura poco leggibile (specialmente o solo quando presta meno attenzione, va

di fretta, oppure deve pensare a più cose contemporaneamente) o più lenta; presenza di segni poco curati quando disegna tabelle, figure geometriche, ecc.;  evita di prendere appunti, di copiare dalla lavagna, di scrivere sul diario, o di svolgere i compiti scritti.

DISORTOGRAFIA

La disortografia è la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici. Essa si presenta con errori sistematici quali la confusione tra fonemi simili (F e V; T e D; B e P; L e R, ecc.); confusione tra grafemi simili, (b e p); omissioni, come la doppia consonante (palla-pala), la vocale intermedia (fuoco-foco),  la consonante intermedia (cartolina-catolina); inversioninella sequenza dei suoni all’interno della parole, ad esempio: sefamoro anziché semaforo.

L’alunno, in una prima fase, sbaglia molto o ha bisogno di dedicare più attenzione del normale

nello scrivere correttamente (e nella giusta sequenza) tutte le lettere o le sillabe.

I segni sono: scrivere in modo più scorretto (es. scambia o omette lettere, ne inverte l’ordine, scrive due parole attaccate, omette accenti e apostrofi); affaticarsi di più quando scrive; impiegare più tempo a scrivere; avere più difficoltà a scrivere una frase; provare meno piacere e sviluppare scarso desiderio di esercitarsi nella scrittura.

Aumentando il livello di difficoltà di ogni disciplina l’alunno deve dedicare più attenzione del normale nello scrivere correttamente le parole (soprattutto quelle nuove o quelle che incontra di meno), quindi ha meno risorse attentive da dedicare al contenuto del testo che sta scrivendo.

Questo comporta in molte occasioni (oltre agli effetti sopra descritti): di non riuscire a dedicare sufficiente attenzione alle maiuscole, alla punteggiatura e alla sintassi; di aver bisogno di ricontrollare di più (quindi metterci più tempo) per scrivere correttamente; di aver difficoltà a scrivere testi, riassunti, temi, verifiche scritte in genere in termini di organizzazione, lessico, sintassi, adesione alle consegne; provare meno piacere e sviluppare scarso desiderio (se non vero e proprio rifiuto ed evitamento) di scrivere o di impegnarsi in compiti che richiedono scrittura, come i compiti scritti per casa; variabilità maggiore delle prestazioni: a volte scrive e svolge compiti scritti in modo migliore, altre volte svolge i compiti scritti in modo peggiore. Home

 

CHI DEVE FARE COSA?

Premesso che alle scuole superiori i ragazzi affetti da Disturbi Specifici Di Apprendimento sono già certificati a livello burocratico ci sono delle cose essenziali da fare.

La famiglia: deve consegnare alla segreteria della scuola la copia della diagnosi e farla protocollare; allegare una lettera in cui chiede l’adozione delle misure previste dalla normativa e che si autorizza alla visione della diagnosi; contattare il coordinatore di classe e il referente per i Disturbi Specifici Di Apprendimento; concordare un PEP con il Consiglio di Classe e con l’equipe pedagogica e sottoscriverlo; richiedere, se necessario, la versione digitale dei libri di testo.

La scuola deve: acquisire la diagnosi e consegnarne una copia al referente e una al coordinatore della classe; nominare un referente d’istituto; istituire un’anagrafe scolastica; distribuire omogeneamente i casi tra le classi; favorire l’uso di testi digitali (G.U. 12/6/2008).

Il referente d’istituto per i Disturbi Specifici Di Apprendimento si occupa di: accogliere gli studenti; di curare i rapporti con le famiglie, fornire informazioni e consulenza, tenere i rapporti con l’AID, di organizzare corsi di formazione; tenere i contatti con le ASP; inserire l’argomento Disturbi Specifici Di Apprendimento nel POF prevedendo le azioni da attivare per gli alunni con Disturbi Specifici Di Apprendimento; tenere conto della presenza di alunni con Disturbi Specifici Di Apprendimento nella frequenza dei corsi per il patentino del ciclomotore.

Il coordinatore di classe, insieme al referente: coordina il consiglio di classe per la stesura del Percorso Didattico Personalizzato contenente gli strumenti compensativi e dispensativi tenendo conto delle indicazioni dello specialista, delle osservazioni della famiglia e coinvolgendo direttamente l’allievo in un’ottica di contratto formativo, deve essere firmato anche dalla famiglia e consegnato in copia ad essa oltre che inserito nel fascicolo personale dell’alunno; attivare le procedure previste per gli esami di stato (secondaria di primo e secondo grado); tenere i contatti con la famiglia e prendere eventuali contatti con la scuola precedente; coordinare le attività pianificate come il Piano Didattico Personalizzato e fornire informazioni ai colleghi; segnalare al referente di istituto eventuali casi “ a rischio” ; concordare con la famiglia le modalità di svolgimento dei compiti a casa; personalizzare la didattica e le modalità di verifica; predisporre, insieme al consiglio di classe, l’uso degli strumenti compensativi e dispensativi, valutando le prestazioni scolastiche dell’alunno secondo la normativa di riferimento D.P.R. n°122 “Regolamento sulla valutazione”; promuove la creazione di un clima relazionale, sostenendo l’autostima, la motivazione e lavorando sulla consapevolezza (riflessione metacognitiva). Home

 

STRATEGIE DIDATTICHE

Il processo di apprendimento di un alunno con Disturbi Specifici Di Apprendimento è normalissimo, variano i percorsi, le strategie e le difficoltà nel raggiungimento dell’obiettivo.

Proprio per questo motivo la didattica dovrà essere personalizzata e adeguata alle esigenze dell’alunno ricorrendo a degli strumenti alternativi come l’uso del canale visivo, del linguaggio iconico, dell’ascolto (dei testi al posto della lettura), delle schematizzazioni.

Il consiglio di classe adotterà una didattica che potrebbe risultare più funzionale non solo all’alunno affetto da Disturbi Specifici Di Apprendimento ma a tutta la classe.

Per creare una didattica funzionale è necessario che: non si dubiti sulla diagnosi (è legalmente valida sia una diagnosi pubblica che privata purché firmata da un neuropsichiatra infantile o uno psicologo, redatta secondo le linee guida); si conoscano le tematiche dei Disturbi Specifici di Apprendimento; che si parli alla classe, previo accordo con la famiglia, e la coinvolga, non nascondendo il problema ma spiegando le necessità dello studente con Disturbi Specifici di Apprendimento per evitare fraintendimenti fra gli alunni; vi sia collaborazione all’interno del consiglio di classe per garantire risposte coerenti al problema e con i

genitori e con chi segue lo studio pomeridiano dello studente.

È importante dare allo studente l’opportunità di compensare le sue difficoltà attraverso l’uso di strumenti compensativi, dispensativi e compensativi informatici. Gli strumenti compensativi non rappresentano una facilitazione ma il mezzo per compensare la difficoltà determinata dal disturbo e

consentire il dispiegarsi delle altre abilità. È importante sottolineare che gli strumenti compensativi cambiano in base al soggetto e in base all’età (D.P.R. n°122 del 22/06/09). Home

 

STRUMENTI COMPENSATIVI E DISPENSATIVI

Di seguito sono elencati una serie di esempi dei principali strumenti compensativi e dispensativi, precisando tuttavia che possono essere creati secondo necessità in base alle individualità delgli studenti.

STRUMENTI COMPENSATIVI

Utilizzo di mappe concettuali e mentali, schemi, grafici e tabelle per lo studio e in fase di verifica (orale e scritta); dizionari digitali per la lingua italiana, straniera e non nativa da usare con il PC; software per la creazione di mappe e tabelle; software per la matematica; uso di traduttori, di calcolatrice, di formulari, del PC per la stesura dei testi; strumenti di sintesi vocale per la lettura; mappe concettuali e l’uso di power point come ausilio all’esposizione orale; uso del registratore (MP3) in sostituzione agli appunti manoscritti o per la stesura del testo.

STRUMENTI DISPENSATIVI

I Disturbi Specifici di Apprendimento, non consentendo appieno il raggiungimento dell’automatismo, determinano maggiore lentezza e affaticabilità nello svolgimento delle prove e nello studio in generale. Può essere importante, di conseguenza, dispensare lo studente da alcune tipologie di compito.

Le dispensazioni sono rivolte alla quantità del compito e non alla qualità dello stesso, tuttavia in specifiche condizioni e, in particolare, nella fase superiore di scolarizzazione, può rivelarsi importante non limitarsi a ridurre la quantità di compiti richiesti ma bisogna riconsiderare la modalità di svolgimento degli stessi, garantendo comunque gli obiettivi minimi di apprendimento.

Le principali misure dispensative sono le seguenti: evitare di chiedere lettura a voce alta a meno che lo studente non ne faccia richiesta; evitare la eccessiva memorizzazione dei termini (in particolare se astratti); rispetto dei tempi standard (tempi maggiori per l’espletamento delle prove o meglio tempi ottimizzati, con meno esercizi per ogni tipologia).

Può essere importante concordare con lo studente e la famiglia le modalità di svolgimento dei

compiti a casa e intervenire relativamente alla quantità di compiti e non alla qualità degli stessi.

Va precisato che non può essere concessa dispensa da nessuna disciplina curricolare.

In particolare per le lingue straniere il MIUR, nella nota 4674 del 10 Maggio 2007, specifica

quanto segue: le prove scritte di lingua non italiana, ivi comprese ovviamente anche quelle di latino e di greco, determinano obiettive difficoltà nei soggetti con disturbo specifico di apprendimento e vanno attentamente considerate e valutate per la loro particolare fattispecie con riferimento alle condizioni dei soggetti coinvolti. Relativamente alla lingua inglese gli studenti non possono essere dispensati dall’effettuazione dello scritto e dell’orale, ma gli insegnanti vorranno riservare maggiore considerazione per le corrispondenti prove orali come misura compensativa dovuta. Per la seconda lingua, per la quale non è obbligatoria la prova scritta, il collegio dei docenti può decidere di utilizzare la sola prova orale. Home

 

INFORMATICA E DSA

L’informatica è una importante risorsa per favorire l’autonomia nello studio.

In commercio, o disponibili gratuitamente per il download, esistono numerosi programmi informatici specifici per gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento (e non solo), la cui funzione non rimane esclusivamente la compensazione delle difficoltà legate al disturbo ma anche il mezzo per una presa di consapevolezza delle proprie ed individuali strategie di apprendimento e un importante rinforzo all’autostima e l’immagine di sé.

Per la lettura: software di abilitazione e potenziamento; programmi di sintesi vocale, attraverso una

voce digitale il PC “legge” qualsiasi testo in formato digitale, consentendone anche il salvataggio come file audio; audiolibri e libro parlato: case editrici e associazioni di volontari offrono un’ampia scelta di libri, romanzi, racconti di ogni genere in traccia audio, letti da attori professionisti e non.

Per la scrittura: scrittura al pc con programmi di correzione ortografica, predittore lessicale, programmi (anche gratuiti) per la velocizzazione della battitura al computer.

Per lo studio: programmi per la creazione di mappe concettuali, mappe mentali, schemi, tabelle figurate come ausilio allo studio e alla ripetizione. Questi programmi consentono il salvataggio, la

modifica, la stampa, la possibilità di integrare il lavoro precedentemente svolto, l’uso di presentazioni di slides come ausilio all’esposizione verbale, dizionari digitali per la lingua italiana,

le lingue straniere e non native; programmi informatici per le scienze matematiche, le equazioni e la creazione di figure geometriche.

Attualmente sono inoltre disponibili siti internet di libero accesso dove poter visionare video

educativi per le diverse discipline scolastiche come integrazione allo studio convenzionale.

Uso di LIBRI SCOLASTICI DIGITALI: alcune difficoltà di lettura, comprensione e memorizzazione degli studenti con Disturbi Specifici Di Apprendimento possono trovare un valido aiuto nei libri digitalizzati. Attraverso la convenzione tra numerose case editrici e l’AID (Associazione Italiana Dislessia) è stato possibile rendere molti libri di testo adottati nelle scuole digitali (file PDF), il che ne consente la visone al pc, la lettura per mezzo di sintesi vocale, la modifica o semplificazione. Questo vuol dire che, con la tecnologia di sintesi vocale installata sul sistema operativo del computer è possibile far leggere al pc il contenuto del

libro. Per visionare l’elenco dei libri digitali disponibili e procedere alla richiesta dei testi necessari visitare il sito www.libroaid.it.

Si ritiene importante consigliare ai docenti l’adozione di testi scolastici che siano anche disponibili

in formato digitale o comunque consentire allo studente l’utilizzo di libri digitalizzati in alternativa o come integrazione del testo adottato. Home

 

VERIFICHE E VALUTAZIONI

È opportuno che le verifiche tengano conto di specifiche modalità da mettere in atto come:

le verifiche devono avere come oggetto obiettivi e contenuti ben specificati in quanto ciascuna competenza dell’alunno richiede una verifica specifica; è opportuno compensare/integrare i compiti scritti ritenuti non adeguati con prove orali; all’alunno deve essere concesso l’uso di mediatori didattici come la calcolatrice, vari ausili, tavole compensative, schemi e mappe concettuali durante le prove scritte e orali; per le materie in cui non sono obbligatorie prove scritte, è opportuno utilizzare verifiche orali programmate (es. storia).

È funzionale che i tempi e le modalità delle verifiche siano pianificati dal coordinatore di classe (possibilmente non più di una al giorno e più di tre alla settimana, tempi più lunghi o/e verifiche più brevi).

La valutazione deve essere personalizzata tenendo conto delle caratteristiche personali del disturbo (regolamento valutazione D.P.R. del 22 giugno 2009) e del punto di partenza e dei risultati conseguiti, premiando i progressi e gli sforzi; ad esempio, in fase di correzione degli elaborati degli studenti tener conto dell’influenza del disturbo su specifiche tipologie di errore (calcolo, trascrizione, ortografia, sintassi e grafismo) e orientare la valutazione su competenze più ampie e generali come da normativa (L.170 dell’8 ottobre 2010). Home

 

ESAMI DI STATO DEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE SECONDARIA

Gli alunni con Disturbi Specifici Di Apprendimento (debitamente certificati) affrontano le medesime prove di esame degli altri, poiché conseguiranno un diploma avente validità legale, ma queste possono essere somministrate con modalità diverse (Nota MIUR 4674 del 10 maggio 2007).

Nello svolgimento delle prove di esame, sia scritte che orali, saranno adottati gli strumenti compensativi e dispensativi ritenuti più idonei utilizzati in corso d’anno, senza che le modalità di

esecuzione della prova ne alterino il risultato (regolamento valutazione D.P.R. del 22 giugno 2009). Durante l’anno scolastico quindi devono essere stati predisposti percorsi personalizzati (Nota MIUR 5744 del 28 maggio 2009) con le indicazioni di compenso e dispensa; tutto quello che è stato applicato durante l’anno, se documentato Piano Didattico Personalizzato), si può richiedere che venga attuato anche in sede di esame. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami, valido a tutti gli effetti, non verrà fatta menzione delle modalità di svolgimento. Home

 

P.D.P.:  PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO.

Compito della scuola è quello di assicurare, nel modo più ampio possibile, il successo formativo

a ciascun alunno (DPR 275/99).

Questo obiettivo richiede un’attenzione alle potenzialità e alle specifiche inclinazioni e un conseguente adeguamento della proposta didattica. L’esperienza maturata in molti anni di lavoro

nella scuola, indica che il piano didattico personalizzato (PDP) rappresenta lo strumento più efficace per impostare percorsi personalizzati di studio elaborati in base a specifiche esigenze di alunni con Disturbi Specifici Di Apprendimento (nota MIUR 5744 del 28 Maggio 2009)

Il Piano Didattico Personalizzato viene deciso dagli insegnanti relativamente ai ragazzi con Disturbi Specifici Di Apprendimento

Il titolo di studio, conseguito seguendo i percorsi indicati nel Piano Didattico Personalizzato, che non sono differenziati rispetto a quelli del curricolo ordinario, è legalmente valido, come tutti gli altri (DPR 122 del 22/06/2009, regolamento sulla valutazione).

Nel Piano Didattico Personalizzato è importante riportare:

– la descrizione del funzionamento delle abilità strumentali (lettura, scrittura, calcolo, …)

– il grado di consapevolezza da parte dell’alunno

– le eventuali modificazioni degli obiettivi didattici

– gli strumenti compensativi e dispensativi che si utilizzeranno

– gli obiettivi, le strategie, le metodologie didattiche, le modalità di verifica e i criteri di valutazione, le griglie di valutazione e il patto con la famiglia.

Per ulteriori informazioni sulla stesura del Piano Didattico Personalizzato è possibile consultare il sito http://www.aiditalia.org/upload/guida_pdp_gennaio_2010_comitato_scuola_aid.pdf  Home

 

 

 

 

 


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