III

 

Il Popolo Greco e la Matematica

 

Abbiamo già detto che molte civiltà ebbero intuizioni di teorie matematiche, tra queste, principalmente, la mesopotamica e l’egizia.

Dire chi, tra tutti i popoli che abitano la terra sia stato il primo ad interessarsi alla matematica  è quasi impossibile. 

Di fatto possiamo affermare, come scrive il Loria, che la storia della matematica comincia con la storia della civiltà e quindi con i primi scambi commerciali tra i popoli e con la costruzione dei primi agglomerati urbani.

I popoli greci non furono tra i primi, ma furono, certamente i primi ad avviarsi verso il razionale matematico occidentale.

Dai frammenti tramandati, sappiamo che sapienti quali Talete, Pitagora, Democrito e tanti altri ancora, hanno attinto a civiltà egizie e mesopotamiche.

         Il primo periodo della storia della matematica greca inizia nel momento in cui uomini si interessarono all’indagine scientifica e termina con la morte di Alessandro Magno.

         È un’epoca in cui, l’uomo greco, cerca di spiegare l’origine e la struttura del cosmo e di scoprire le leggi che lo governano.

In essa ogni scienza prende l’avvio dalle conoscenze dei sapienti ed è legata alla Filosofia. Ci basti pensare  a Zenone e alle sue dimostrazioni per assurdo per dimostrare l’unicità dell’essere del suo maestro Parmenide, alle sue aporie che contengono i semi dell’analisi infinitesimale moderna e le cui immediate ripercussioni si intravedono in Antifonte, Democrito, Eudosso, ed infine, come non volgere il nostro pensiero  al grande Euclide i cui “ Elementi “ vengono ancora studiati!

         Il Greco ha costruito una cultura razionale decisiva per la fondazione della matematica.

         Da questo popolo scaturirono indagini importanti nel campo scientifico, filosofico e matematico, il concepimento  della matematica come astrazione dal reale.          Ignorando o avanzando dubbi sulle scoperte matematiche di Talete, dalla rappresentazione geografica dell’Europa da parte di Anassimandro, cioè dalla prima rappresentazione in scala del reale, in una evoluzione continua, il greco è pervenuto gradualmente al razionale Euclideo.

La matematica greca classica si sviluppò in numerosi centri, apparentemente poco coordinati. Di fatto, raccordando le città  fondate dalla colonizzazione  greca otteniamo una ellisse: un luogo geometrico. Come i punti di un luogo geometrico godono tutti di una stessa proprietà così il popolo greco godevano della consapevolezza di appartenere ad un unico ceppo e, uniti nella loro cultura, dimenticando di esserlo a loro volta, definirono barbaro, tutti coloro che non conoscevano il greco.

In ognuno di questi centri un gruppo informale di studiosi portava avanti le sue attività sotto la guida di un o più grandi maestri, fondando una propria scuola non dimenticando, in un contraddittorio continuo, le altre.

La prima di queste scuole fu quella ionica fondata da Talete a Mileto, città cerniera, posta in un punto cruciale tra il bacino del Mediterraneo e l’Asia Minore ove avvenivano scambi economici tra i popoli orientali e gli europei.

Pensare quindi che la sapienza greca si sia evoluta autonomamente  è errato. Come formiche il greco attingeva presso gli egizi, i babilonesi maturando e trasportando in Grecia ogni informazione scientifica e filosofica.

 

Prof. F. Mirabello

 

Gruppo di lavoro: Badagliacca Giulia – Paziente Greta

 

 

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Bibliografia

Gino Loria “ Storia delle Matematiche “

Ed. Sten Torino Anno 1929